Filippo Ganna in azione (Foto La Presse)

Poco più di 8 Km per assegnare la prima maglia rosa dell’edizione 104 del Giro d’Italia. Poco più di 8 km per staccare tutti con un vantaggio importante (calcolato sull’esigua distanza) e riportarci con la mente allo scorso autunno quando con una prestazione simile a Palermo, Filippo Ganna riuscì a mettere tutti in fila e conquistare la maglia ambita del primato, nella nostra corsa più importante. La stessa corsa che avevamo lasciato a Milano a fine ottobre con una classifica generale che per la prima volta in 100 anni non poneva un corridore italiano tra i primi 5.
A Torino invece, la prima frazione ha sancito un risultato confortante per i nostri colori. Se da una parte non è facile trovare quei termini appropriati da abbinare alla prova superlativa fornita da Filippo Ganna, dall’altra non si deve dimenticare l’ottima prestazione di Edoardo Affini; il migliore tra i comuni mortali, che per un lungo periodo è andato a sedersi sul trono riservato al padrone del temporaneo miglior tempo.
Godiamoci questi due ragazzi ai quali, sia pure per motivi differenti, serviva una performance per scacciare qualche nuvola. A Superfilippo, concentrato in una stagione imperniata sulle prove olimpiche di strada e pista, affiorava il dubbio – celato ma non troppo – di avere un po’ smarrito quel filone magico che aveva contrassegnato la scorsa stagione; per Affini invece, era prioritario ritrovare il rendimento nelle prove contro il tempo, compatibile a tutte quelle ottimistiche aspettative che lo avevano accompagnato nel passaggio tra i pro.
La crono è quella particolare disciplina che rende più palesi le qualità delle effettive forze in campo, oltre a costituire il solito importante appuntamento nel quale i secondi guadagnati o persi, finiscono sempre col condizionare la classifica generale.
Motivo per cui, in un esercizio che pone alla ribalta soprattutto gli specialisti del settore, l’analisi deve poi essere estesa e trasferita anche a quelli da intendere come i papabili per la maglia rosa finale di Milano.
In questo caso, sia pure per una manciata di secondi (comunque importanti per una distanza da coprire di per sé contenuta), sono le punte del team Deceuninck-Quick Step a sorridere. Ottimo il portoghese João Almeida e bravo anche il giovane talento Remco Evenepoel, finiti rispettivamente a 17 e 19 secondi da Ganna. Buona anche la prestazione del russo Aleksandr Vlasov, che di secondi ne ha lasciati 24 al vincitore. Quasi in pareggio il confronto tra gli altri favoriti: Simon Yates (-38”) ed Egan Bernal (-39”), che si sono comunque presi un pur esiguo vantaggio su personaggi da tenere sempre d’occhio, quali Mikel Landa (-49” da Ganna) e Jai Hindley (-46”).
Metabolizzata la crono d’apertura, occhi puntati sui velocisti, che domani a Novara saranno chiamati di scena. Scorrendo la classifica generale però, a meno di clamorosi colpi di scena, sarà difficile sfilare la maglia rosa a Superfilippo.

Ordine d’arrivo 1a tappa: Torino-Torino Km. 8,600 (crono ind.)

1 – Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) – 8.6 km in 8’47″52, alla media di 58.748 km/h
2 – Edoardo Affini (Jumbo-Visma) a 10″
3 – Tobias Foss (Jumbo-Visma) a 13″
4 – João Almeida (Deceuninck-Quick-Step) a 17″
5 – Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick-Step) a 18″
6 – Jos VAN EMDEN (Jumbo-Visma) a 18”
7 – Remco EVENEPOEL (Deceuninck-Quick-Step) a 19” 1
8 – Max Walscheid (Qhubeka Assos) a 19”
9 – Matthias Brändle (Israel Start-Up Nation) a 22”
10 – Gianni Moscon (Ineos Grenadiers) a 23”
(foto a cura Ufficio Stampa RCS Sport)
Photo Credit: LaPresse