Con il bis di oggi sul traguardo di Termoli, Caleb Ewan sembra annunciare a tutti che finché si tratterà di frazioni adatte ai velocisti, c’è il rischio che possa mettere in scena un costante monologo.
A parte la prima tappa in linea di questo Giro 104, il furetto tasmaniano è riuscito a sfruttare al meglio tutte e due le altre occasioni che si sono presentate alle ruote veloci del gruppo. Due situazioni molto diverse tra loro: finale assolutamente piatto a Cattolica e conclusione introdotta da uno strappo secco oggi a Termoli.
Una condizione forse un pizzico più congeniale al tasmaniano, ma solo perché certe difficoltà possono – almeno sulla carta – ridurre il numero dei pretendenti. Difficilmente, una volta che Caleb si trova ad affrontare lo sprint nel posto giusto, qualcuno può riuscire con facilità a mettergli la ruota davanti.
Una consapevolezza che sembra accompagnare i suoi avversari, perché diversamente, come si potrebbero interpretare le mosse di Daniel Oss e Fernando Gaviria che hanno inteso giocare d’anticipo? Obiettivamente però, verrebbe da dire, con troppo anticipo…
Perché di fatto il corridore trentino ha finito col rinunciare a fare da apripista al capitano Peter Sagan che poi successivamente, mentre stava risalendo, ha subito anche uno sbandamento causatogli in forma del tutto involontaria – da Andrea Pasqualon. L’altra analisi, relativa alla strategia adottata dallo sprinter colombiano del team UAE Emirates, sta a significare con molta probabilità che lui per primo sente di non possedere quella gamba in grado di fare la differenza in volata, come invece gli riusciva nel periodo pre-covid.
L’ordine d’arrivo della 7a tappa mette in luce anche il secondo piazzamento d’onore ottenuto in pochi giorni da Davide Cimolai. Nell’altra circostanza però, era stato costretto a digerirlo tra mille recriminazioni, con il gruppo inseguitore che aveva tergiversato oltre misura a organizzare di recuperare sul battistrada per il gruppo che aveva fatto di tutto per ritardare l’inseguimento al fuggiasco poi vincitore a Canale, Taco Van der Hoorn. Oggi invece, la rassegnazione del velocista friulano può avvenire con la serena cognizione di essere risultato il primo tra gli umani. Migliore anche di Tim Merlier, l’unico che dopo lo svolgimento di un terzo di corsa, può vantare un successo allo sprint, oltre al talentuoso australiano.