E la fuga va…
Non è certo una novità a questo Giro d’Italia; si alternano i temerari di giornata, ma difficilmente poi il tentativo di attacco non trova compimento. Con il solito canovaccio del team Ineos Grenadiers a controllare gli sviluppi, una volta appurato che tra gli attaccanti non ci sono personaggi che possono insidiare la leadership di Egan Bernal. Una leadership che è uscita ulteriormente rafforzata dall’esame di ieri, tra gli sterrati intorno a Montalcino.
Appurato ormai tale circostanza alla quale nel bene o nel male, ci si deve gioco forza adattare, applausi scroscianti all’eroe di giornata, il vincitore della tappa Siena-Bagno di Romagna di Km 212, Andrea Vendrame.
Lo avevamo avuto giorni fa ospite a Fuori Corsa Tv, un’occasione nella quale ci confessò che stava cercando la migliore condizione dopo l’infortunio subito al Tour of the Alps. Non mancano le doti al corridore di Conegliano Veneto; doti tecniche abbinate a una testa nella quale spiccano intelligenza e determinazione. Lo si è notato nel corso della frazione numero 12, dove si è fatto trovare pronto a entrare nella fuga alla quale, ormai non è mistero, era prevedibile che il gruppo avrebbe garantito la propria benedizione. Perché al di là del profilo altimetrico, la tappa dedicata a Gino Bartali e Alfredo Martini sui colli di media montagna posti tra la Toscana e la Romagna, era ipotizzabile che avrebbe suggerito agli uomini di classifica quell’opportuna tregua, all’indomani delle fatiche tra le strade bianche senesi.
Tregua che però non ha inteso concedere il meteo, imponendo il maltempo al gruppo già dai primi tratti di ascesa verso il Passo della Consuma, dopo aver affrontato l’ascesa del Monte Morello. Aggiungendo circostanze non certamente positive a una frazione che nel frattempo aveva già vissuto i ritiri forzati a causa di cadute, di Marc Soler e di Alessandro De Marchi. Altre defezioni e abbandoni sono continuati nel prosieguo della tappa: Fausto Masnada, Alex Dowsett e Gino Mader. Tutte figure importanti che vengono a mancare in una corsa che per quanto si proponga a tratti densa di spettacolo, vive un’edizione che già a Torino si era capito che non vantasse una lista di partenti che una grande gara a tappe dovrebbe comunque esibire.
Maltempo a parte, la cronaca scivola alquanto noiosa, con il vantaggio dei fuggitivi che va a toccare soglie che superano i 12 minuti. Senza voler gettare gratuitamente una moralità di facciata, queste circostanze che si ripetono con ciclo regolare giorno dopo giorno, non possono vantare assolutamente nulla di lusinghiero. Lo sport e l’agonismo esprimono concetti diversi.
Concetti e spunti che nella tappa odierna sono da cercare soltanto in occasione dello scollinamento al Passo del Carnaio – ultimo GPM di giornata – quando Gianluca Brambilla tenta d’involarsi da solo verso il traguardo e tra i fuggitivi superstiti della fuga di giornata, soltanto Andrea Vendrame insieme a George Bennet e Chris Hamilton riescono a tenergli la ruota.
E poi il finale, con Brambilla che marca a uomo Bennet e Vendrame che invece si butta dietro a Hamilton, quando l’australiano tenta il colpo a sorpresa ai meno 3 al traguardo. A quel punto la coppia procede spedita, mentre gli altri due, ormai ex compagni di fuga, restano dietro; nella consapevolezza di essere ormai al di fuori dai giochi.
Lo sprint a due che Vendrame affronta in testa non ha storia. Il corridore della AG2R-Citroen mette così la seconda bandierina italiana nel posto più in alto degli ordini d’arrivo, dopo il successo nella prima giornata di Filippo Ganna.
Per quanto riguarda la lotta per i piani alti della generale, sempre sull’ultimo GPM del Passo del Carnaio si assiste alla messa in opera di un piano d’attacco ben congegnato da parte del team Trek-Segafredo, che vede prima Giulio Ciccone uscire dal gruppo e pochi attimi dopo, il capitano Vincenzo Nibali portarsi alla sua ruota.
Il loro è un tentativo che gli uomini della Ineos Grenadiers danno l’impressione in prima battuta, di controllare agevolmente. Quando poi però arriva il tratto in discesa, Vincenzo Nibali non sta alle mosse di buttarsi a capofitto verso il traguardo di Bagno di Romagna, pur nella consapevolezza che prima dello striscione d’arrivo dovrà fare i conti con almeno 4 Km di pianura.
Nulla sembra frenare l’impeto dello Squalo e sebbene il suo potenziale guadagno in classifica di 7 secondi può essere considerato esiguo, la sua è un’azione di quelle per le quali la squadra della maglia rosa non può restare tranquilla alla finestra.
Ne sa qualcosa Gianni Moscon, che proprio in prossimità di una curva, sbanda e cade a terra.
Un guadagno misero ma sufficiente a gettare con orgoglio il guanto di vista, come a significare che tanto per lui, quanto per Ciccone, la sfida non si è certo chiusa tra gli sterrati di Montalcino, con l’impegnativo fine settimana (sabato soprattutto con lo Zoncolan) ormai alle porte. Anche se tra tante insidie e trappole di architettura urbana, la tappa per velocisti di domani con arrivo a Verona è da correre con prudenza. O magari per stare tranquilli, sarà meglio lasciar andar via la solita fuga di giornata…

Tappa 12: Siena – Bagno di Romagna km 212 / Media: 36,998 km/h
ORDINE D’ARRIVO:
  1-Andrea Vendrame (ITA) (AG2R Citroen Team) in 5h43’482 ab. 10″
  2-Christopher Hamilton (AUS) (Team Dsm) s.t. ab. 6″
  3-George Bennett (NZL) (Jumbo-Visma) a 15″ ab. 4″
  4-Gianluca Brambilla (ITA) (Trek -Segafredo) a 15″  
  5-Giovanni Visconti (ITA) (Bardiani Csf Faizane’) a 1’12”
  6-Geoffrey Bouchard (FRA) (AG2R Citroen Team) a 01’25”
  7-Nicolas Edet (FRA) (Cofidis) a 1’47”
  8-Simone Petilli (ITA) (Intermarché-Wanty-Gobert) a s.t.
  9-Mikkel Honore (DEN) (Deceuninck-Quick-Step) a 3’00”
10-Simone Ravanelli (ITA) (Androni Giocattoli-Sidermec) a 4’19” ab. 2″

CLASSIFICA GENERALE:
Percorsi: 1923,600 km – Media: 39,666 km/h
  1-Egan Arley Bernal Gomez (Y) (COL) (Ineos Grenadiers) in 48h29’23”
  2-Aleksandr Vlasov (Y) (RUS) (Astana – Premier Tech) a 45″
  3-Damiano Caruso (ITA) (Bahrain Victorious) a 1’12”
  4-Hugh John Carthy (GBR) (Ef Education – Nippo) a 1′:17″
  5-Simon Philip Yates (GBR) (Team Bikeexchange) a 1’22”
  6-Emanuel Buchmann (GER) (Bora-Hansgrohe) a 1’50”
  7-Remco Evenepoel (Y) (BEL) (Deceuninck-Quick-Step) a 2’22”
  8-Giulio Ciccone (ITA) (Trek-Segafredo) a 2’24”
  9-Tobias S. Foss (Y) (NOR) (Jumbo-Visma) a 2’49”
10-Daniel Felipe Martinez Poveda (Y) (COL) (Ineos Grenadiers) a 3’15”