A Sega di Ala il Giro potrebbe inaspettatamente riaprirsi. La frazione numero 17 di 193 Km partita da Canazei,ha messo in luce la maglia rosa Egan Bernal in chiara difficoltà.
Non è una novità che la frazione che segue il giorno di riposo possa rivelarsi piena di insidie. Per quanto sia doveroso e legittimo concedere una pausa al fisico provato da una serie di giornate di stress, l’interruzione che va a spezzare una catena continua di tensioni e fatiche può creare in qualche atleta una sorta di shock tale, da fornire sorprese poco gradite.
La storia delle grandi gare a tappe è piena di episodi e colpi di scena che raccontano veri e propri drammi sportivi vissuti all’indomani della giornata d’intervallo.
La corsa rosa si è rimessa in marcia salutata da una giornata di sole. Una primavera scoppiata all’improvviso dopo tanto maltempo, che ha messo le ali al vincitore di tappa Daniel Martin, ma anche a Simon Yates che, tra gli uomini di classifica, è stato quello che più ha approfittato dell’improvvisa debacle del leader Egan Bernal, fino ad oggi despota assoluto della corsa.
Le quattro tappe che ci troviamo davanti possono dunque riaprire i giochi, anche se è giusto analizzare la situazione in senso lato, tenendo conto anche del rovescio della medaglia; del fatto cioè, che sia pure in giornata no, il colombiano è riuscito a guadagnare sulla maggior parte dei suoi avversari. Per quanto quella di oggi possa apparire come una parentesi che può creare apprensione alla maglia rosa e al suo entourage, a conti fatti Simon Yates ha guadagnato 53 secondi e Damiano Caruso soltanto 3. In classifica generale poi, i corridori fuori dal podio accusano ritardi al di sopra dei 6 minuti e sono giunti tutti alle spalle del leader della generale.
In questi casi però, il timore più fondato è quello che il peggior nemico di Bernal possa essere Bernal stesso. Ammesso che la frazione di domani da Rovereto a Stradella di 231 Km possa concedere una tregua parziale, in attesa del tris impegnativo che chiuderà l’edizione 104 del Giro, l’appuntamento di venerdì farà poi capire se quella di oggi si è trattata di una crisi passeggera, o di una condizione che dopo gli splendidi picchi espressi a Campo Felice, sullo Zoncolan e a Cortina, sta volgendo verso il basso.
Un po’ quello che accadde tre anni fa a Simon Yates che, impresa epica di Froome a parte, avvertì tale sindrome proprio nella terza settimana, dopo che le prime due si erano concluse con il suo splendido trionfo a Sappada.
La partita si giocherà inevitabilmente su questo terreno. L’ottima qualità della squadra che la maglia rosa si trova a disposizione è sotto gli occhi di tutti, il bravissimo Damiano Caruso che lo segue in classifica generale può fare leva solo sulla sua regolarità. Una regolarità che potrebbe rischiare di subire conseguenze negative nel caso in cui il siciliano intendesse tentare attacchi caratterizzati dal cambio di passo, in contrapposizione al suo modo proficuo di pedalare, grazie a un ritmo costante.
Simon Yates poi, del quale c’è solo da apprezzare il piglio con il quale intende reagire e aizzare la sfida, si è trovato spesso in passato a dover capitolare per eccessiva intraprendenza.
Posta tale analisi, è comprensibile come alla fine sarà soprattutto l’effettiva condizione del colombiano a determinare l’esito della sfida. Una sfida nella quale è chiaro che mancano i grandi interpreti. Nella giornata in cui l’ennesimo incidente sta rischiando di togliere dai giochi uomini importanti quali Nibali e Ciccone giunti sul traguardo con pesanti ritardi, viene da pensare al ruolo che avrebbe potuto giocare Mikel Landa su tali arrivi. Inutile a questo punto insistere sui piagnistei quotidiani, nel giorno in cui tra l’altro, è stato possibile vivere qualche bella emozione.
Anche se i fatti tragici di domenica scorsa hanno imposto l’opportunità morale e di circostanza di non transitare venerdì prossimo sulla montagna ferita del Mottarone, restano comunque sempre da disputare quattro frazioni difficili, a cominciare da quella di domani sull’Oltrepo Pavese dove, considerata la lunghezza del percorso, risulta facile pronosticare che sarà caratterizzata dalla solita fuga di giornata.
Non resta che attendere, nella consapevolezza che la reattività che avrà venerdì la maglia rosa, risponderà alle molteplici domande che Egan per primo si sarà posto dopo la defaillance di oggi.

Photo Credit: LaPresse

ORDINE D’ARRIVO
1 – Daniel Martin (Israel Start-Up Nation) – 193 km in 4h54’38”, media 39.303 km/h
2 – João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) a 13”
3 – Simon Yates (Team BikeExchange) a 30”

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
2 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 2’21”
3 – Simon Yates (Team BikeExchange) a 3’23”
4 – Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 6’03”
5 – Hugh Carthy (EF Education – Nippo) a 6’09”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo Zanetti – Peter Sagan (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Intimissimi Uomo – Egan Bernal (Ineos Grenadiers), indossata da Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech)