Il leoncino delle Fiandre ha conquistato anche l’Oltrepo Pavese. Era dalla primavera di due anni fa che Alberto Bettiol sognava di bissare il successo della Ronde, ma malanni fisici abbinati a diagnosi e terapie che si sono verificate essere piuttosto complesse avevano fatto sì che la situazione diventasse un po’ più complicata.
Un altro successo non poteva farsi attendere ancora, anche per legittimare l’autorevolezza di come fosse riuscito a 25 anni, a conquistare una classica monumento. Del resto, era da un po’ che Alberto Bettiol stava pedalando con quella disinvoltura dei giorni migliori e sulle strade del Giro, il corridore di Castelfiorentino (FI), sempre pronto a mettersi a disposizione della squadra, come ieri quando ha pilotato sul traguardo di Sega di Ala il capitano Hugh Carthy incappato in una giornata negativa.
Oggi per sua stessa dichiarazione il corridore toscano ha goduto di una giornata di libertà per cercare di centrare un obiettivo personale. Se pure, arrivati a questo punto della corsa, in considerazione degli assenti e di come l’ultima crono del Giro tenga sempre a favorire più la condizione che la specializzazione (Bettiol potrebbe tra l’altro vantare entrambe le peculiarità), l’arrivo di Stradella poteva comunque essere interpretato come una sorta di ultima opportunità per il corridore del team EF Education-Nippo. Opportunità che risultato alla mano, ha saputo sfruttare in pieno.
Non serviva certo troppa fantasia per ipotizzare che per tale finalità, si dovesse procedere attraverso l’eventualità di entrare nella fuga buona. La frazione più lunga di questa edizione 104 non poteva certo sfuggire a questa regola così tanto in voga quest’anno nella corsa rosa.
Copione rispettato, al Km 30 la fuga prende il largo e oltre a Bettiol sono presenti Vendrame, Vermeersch, Pellaud, Ponomar, Tesfazion, Battistella, G.Izagirre Insausti, Zana, Consonni, Cavagna, Gavazzi, Rivi, Kreder, Bevin, Oldani, Cataldo, Arndt, Denz, Roche, Mosca, Richeze e Ulissi.
Tutta gente fuori classifica, ma tra i fuggiaschi figurano comunque nomi eccellenti. Lecito attendersi che alla fine saranno i colli dell’Oltrepo a scatenare la bagarre tra i battistrada, come altrettanto scontata è la considerazione che il gruppo dietro lasci fare, con la sola Ineos-Grenadiers davanti a mantenere l’andatura turistica, anteprima per un passaggio successivo sempre a ritmo blando, per potersi godere un paesaggio caratterizzato dolci filari di viti disseminati tra dolci colline.
Colline che davanti innescano la battaglia, animata da un indomito Alberto Bettiol che in un primo momento eccede un po’ a giocare d’anticipo, favorendo il tentativo di Rémi Cavagna.
Il tempo di arrivare all’ultima ascesa verso Canneto Pavese, poco prima di transitare sulla sommità dell’erta che fa da slancio verso il traguardo di Cittadella, e Bettiol raggiunge e stacca Cavagna, lanciandosi in un volo planare per gustarsi la seconda affermazione in carriera, anche in questo caso, presentandosi all’arrivo da solo, a braccia alzate.
Dietro, a 17 secondi, Simone Consonni anticipa gli altri compagni di fuga.
Il gruppo con la maglia rosa, giunge con oltre 23 minuti di ritardo, con le formazioni schierate in una successione di colori e di appartenenza, come se si trattasse di una parata militare. Se questo è l’atteggiamento giusto, va bene così. Diversamente è da pensare davvero che ci sia da cambiare qualcosa. Valutare se insieme alla regola del tempo massimo ne può essere imposta un’altra che preveda che in una corsa a tappe quando il distacco tra un corridore e quello che lo precede è superiore ai 6 minuti, quel corridore e tutti quelli che lo seguono nell’ordine d’arrivo vengano esclusi dalla corsa. Qualcosa si deve tentare, non possiamo assuefarci a queste farse che sanno di offesa verso tifosi e appassionati.

Photo Credit: LaPresse

ORDINE D’ARRIVO
1 – Alberto Bettiol (EF Education – Nippo) – 231 km in 5h14’43”, media 44.040 km/h
2 – Simone Consonni (Cofidis) a 17″
3 – Nicolas Roche (Team DSM) s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
2 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 2’21”
3 – Simon Yates (Team BikeExchange) a 3’23”
4 – Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 6’03”
5 – Hugh Carthy (EF Education – Nippo) a 6’09”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo Zanetti – Peter Sagan (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Intimissimi Uomo – Egan Bernal (Ineos Grenadiers), indossata da Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech)