È il caso di ribaltare il famoso detto in “chi di spada perisce, di spada ferisce”. Forse è quello che sta pensando Simon Yates, il vincitore della tappa di oggi, la Abbiategrasso-Alpe di Mera (Valsesia) di 166 km. Come molti ricorderanno, dopo lo spettacolo elargito sulle strade del Giro d’Italia 2018 fino alla crono di Rovereto, all’indomani della seconda giornata di riposo, il britannico fu poi costretto ad abdicare il trono per una condizione che non lo stava più sorreggendo. C’è da dire anche che col suo fantastico exploit nella tappa del Colle delle Finestre, Chris Froome ci mise del suo, grazie a quella splendida performance, per aggiudicarsi quell’edizione della corsa rosa.
In effetti quello che sta facendo lo scalatore del team BikeExchange sembra essere tutto l’opposto del suo comportamento di 3 anni fa. Si è presentato al Giro forte del successo ottenuto a fine aprile al Tour of the Alps, optando a non voler abusare dello stato di forma sul quale ha deciso di fare affidamento soprattutto nell’ultima settimana.
Sul traguardo di Alpe di Mera, al di là dell’ottima difesa di Egan Bernal, sono emerse situazioni che sembrano abbastanza chiare. La maglia rosa sta facendo fatica e cerca di amministrare al meglio il vantaggio che si è costruito mettendo a profitto tutte le occasioni più importanti che gli si sono presentate fino alla vigilia della seconda giornata di riposo. Adesso sembra giocare in difesa e amministra il suo vantaggio facendo leva sulla sua classe cristallina e sull’ottima squadra di cui dispone, organizzata al suo servizio con la massima disciplina e abnegazione. Per lui il Giro si giocherà soprattutto nella frazione di domani nella quale sono ipotizzabili attacchi e alleanze combinate.
A Bernal non manca il fieno in cascina; i ritardi accusati in classifica generale da Caruso e Yates sono di quelli che possono far dormire sonni tranquilli, a condizione che il colombiano possa vantare la convinzione che le sue gambe restano affidabili e non siano sul punto di tradirlo. Perché diversamente potrebbe starci di tutto, di più. Quando capita il giorno no, si rischia di saltare, i conti non tornano più.
C’è da pensare che i suoi avversari diretti stiano sospettando che l’improvviso annebbiamento del colombiano possa essere riconducibile a cause ben precise, delle quali sia Bernal, sia il suo entourage sono a conoscenza.
Servirà però il coraggio di provarci, senza il timore che l’eventuale audacia non subisca una risposta boomerang. Le affermazioni di Brent Copeland al “Processo alla tappa” lasciano trasparire determinazione e coraggio da parte di una formazione che trova motivazioni dal successo di oggi di Simon Yates.
Le ultime tre asperità proposte da questo Giro d’Italia, disseminate lungo i 164 Km che saranno affrontati domani nella tappa numero 20 da Verbania ad Alpe di Motta (Passo San Bernardino dopo Km 106,2-mslm 2065, Passo dello Spluga dopo Km 134,9-mslm 2115 e l’arrivo posto a 1727 mslm), potrebbero dare una risposta risolutiva alle domande che dal giorno di riposo in poi sono emerse inaspettatamente, quando invece con l’impresa di Cortina il leader sembrava aver chiuso definitivamente i giochi per la maglia rosa. Lo stesso leader che adesso sta subendo un innegabile appannamento.
Se poi non bastasse l’insidiosa e difficile frazione di montagna, resterebbero i 30 Km contro il tempo di domenica a Milano.
Grazie a un esito finale incerto, questo Giro che ha dato subito sembianze di opacità, alle quali si sono poi aggiunte tinte miste di criticità e di scarso agonismo, potrebbe riaprire quel feeling con gli appassionati che la monotonia insita nell’atteggiamento del gruppo, spesso compatto a inseguire dietro a ritmi blandi, per presentarsi poi all’arrivo accusando ritardi a doppia cifra in termini di minuti, non ha certo favorito.
Non resta che attendere…

Photo Credit: LaPresse

ORDINE D’ARRIVO:
1 – Simon Yates (Team BikeExchange) – 166 km in 4h02’55”, media 41.002 km/h
2 – João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) a 11”
3 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a 28”
4 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 32″
5 – Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
2 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 2’29”
3 – Simon Yates (Team BikeExchange) a 2’49”
4 – Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 6’11”
5 – Hugh Carthy (EF Education – Nippo) a 7’10”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo Zanetti – Peter Sagan (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Intimissimi Uomo – Egan Bernal (Ineos Grenadiers), indossata da Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech)