Sicuramente la tappa più bella di questo Giro d’Italia. Una frazione tanto attesa, la numero 20 da Verbania a Vallespluga-Alpe Motta di 164 Km, che al di là delle legittime aspettative, ha ispirato un grande protagonista che erano i molti – noi per primi – ad aspettarci in difesa, ad amministrare un 2° posto in classifica generale, per lui insperato alla partenza da Torino, con il suo team che intendeva focalizzare tali ambizioni esclusivamente sul capitano designato Mikel Landa.
Come sono poi andate le cose nello sciagurato finale di Cattolica, è circostanza ormai nota. Resta il fatto che i tecnici Pellizotti e Volpi hanno saputo reagire a tale sventura (e alle successive defezioni che hanno interessato Matej Mohoric e Gino Mäder), reinventandosi una strategia che finalmente ha dato lustro a Damiano Caruso, un generoso e onesto lavoratore che alla soglia dei 34 anni (che compirà il prossimo 12 ottobre) si è reso protagonista di un grandissimo Giro d’Italia che rende onore alla sua carriera nella quale ha messo in luce le sue doti tecniche e umane, al di fuori della portata di molti.
Per quello che si era visto sull’Alpe di Mera, tenuto conto delle dichiarazioni di Brent Copeland nell’immediato dopo corsa, l’ipotesi più probabile era quella di assistere all’ultimo assalto alla maglia rosa, con un’alleanza tra il team BikeExchange e la Deceunick-Quick Step. La prima, con l’intento di tentare un’offensiva con Simon Yates, la seconda, alla ricerca di un disperato tentativo in extremis per vincere una tappa con João Almeida, che a dispetto delle tattiche adottate dalla formazione belga, sta dimostrando che avrebbe meritato una maggiore tutela all’interno della squadra.
Tante ipotesi, tante valutazioni, ma poi alla fine servono le gambe. Gambe e non solo, perché Damiano Caruso con la sua azione e col suo tentativo ha dimostrato di avere coraggio e fantasia da vendere.
Era più facile da ipotizzare l’atteggiamento di Roman Bardet che dopo un inizio piuttosto in sordina, avverte che finalmente stanno arrivando le sensazioni giuste, tali da tentare di risalire qualche posizione in classifica. Del resto, rischiare di perdere il 6° posto non è la stessa cosa che perdere il piazzamento d’onore o addirittura il podio. Il corridore transalpino è consapevole di tutto questo, avendo messo piede più di una volta sulla prestigiosa pedana della Grande Boucle. Proprio per tale motivo il team DSM avalla la sua scelta e, nella discesa del San Bernardino, Bardet attacca portandosi appresso il compagno Michael Storer, nel tentativo di avvantaggiarsi sul plotone della maglia rosa. Un’iniziativa che trova l’adesione di Damiano Caruso e del suo scudiero Pello Bilbao. Il quartetto si accoda agli uomini che avevano dato vita all’attacco di giornata, ma è chiaro che a quel punto sarà la doppia coppia DSM-Bahrain Victorious a dettare la sceneggiatura. Con le ascese verso il Passo Spluga e l’arrivo sull’Alpe Motta, il romanzo rosa dell’edizione 2021 può prevedere qualsiasi epilogo.
Con il passare dei chilometri ci si rende conto che nonostante le previsioni della vigilia, il ruolo di interprete principale è assunto da Damiano Caruso. Il vantaggio del quartetto che nel frattempo ha preso l’esclusivo comando della corsa, non avendo nessuno degli ex attaccanti sopportato il ritmo imposto, non supera mai i 50 secondi, ma quello che potrà succedere da lì in poi, è da ritenere all’insegna della massima imprevedibilità e sta racchiuso soprattutto su quelle che potranno essere le strategie di Yates e di Almeida, nonché dall’effettiva condizione del leader Egan Bernal.
Alla fine tra i tanti amministratori a dosare le forze rimaste, a emergere è soltanto l’immenso Damiano Caruso che ribaltando le carte in tavola, con l’azzardo di una mossa inattesa, va a conquistare il più bel successo in carriera e a legittimare il 2° posto nella generale.
Il Giro 104 parlerà di lui come del rivale più tenace di Egan Bernal. Tenace nel cercare di tenergli il passo, quando il colombiano fino alla seconda giornata di riposo aveva assunto il ruolo di tiranno della corsa, ma tenace anche quando poi in extremis ha deciso di non lasciare nulla d’intentato, dando vita a uno spettacolare assalto frontale alla maglia rosa. Tutto questo senza mai accusare una sola giornata di defaillance. Cose non di poco conto per un corridore generoso e sincero, sempre prodigo in carriera a sacrificarsi per i capitani, ma altrettanto riconoscente verso il compagno che si è prestato ad assecondarlo nella pazza idea di rovesciare i giochi. Quella pacca sulle spalle ai meno 6,5 dal traguardo, lasciata all’esausto Bilbao, conferisce a Damiano Caruso i gradi di legittimo condottiero che per quanto concentrato nello scontro frontale, riserva sempre l’occhio e il cuore al suo fedele soldato.

Photo Credit: LaPresse

ORDINE D’ARRIVO
1 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) – 164 km in 4h27’53”, media 36.732 km/h
2 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a 24”
3 – Daniel Felipe Martinez (Ineos Grenadiers) a 35”
4 – Romain Bardet (Team DSM) s.t.
5 – João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) a 41″

CLASSIFICA GENERALE
1 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers)
2 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 1’59”
3 – Simon Yates (Team BikeExchange) a 3’23”
4 – Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 7’07”
5 – Romain Bardet (Team DSM) a 7’48”

MAGLIE
– Maglia Rosa,
leader della classifica generale, sponsorizzata da EnelEgan Bernal (Ineos Grenadiers)
– Maglia Ciclamino,
leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo Zanetti Peter Sagan (Bora – Hansgrohe)
– Maglia Azzurra,
leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team)
– Maglia Bianca,
leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Intimissimi UomoEgan Bernal (Ineos Grenadiers), indossata da Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech)

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 21, Senago – Milano (cronometro individuale) Km 30,3 

Tappa a cronometro con partenza nel centro di Senago. Si percorrono strade ampie e prevalentemente rettilinee fino a Sesto San Giovanni, da dove si procede praticamente sempre diritto fino agli ultimi 2 km che conducono all’arrivo in Piazza Duomo. Da segnalare alcuni attraversamenti di rotaie (tram) e diversi passaggi caratterizzati da rotatorie e altro arredo urbano.

Ultimi km
Ultimi chilometri per viali cittadini larghi nella prima parte e per vie a carreggiata ridotta nelle ultime centinaia di metri con diverse svolte ad angolo retto consecutive a brevi intervalli (100 – 150 m) prima dell’ingresso in Piazza Duomo. Retta di arrivo di 250 m su lastricato larga 6 m.