Forse quando un cronista mette troppo di sé stesso nell’elaborazione del suo lavoro, ha finito di essere un cronista. Sul piano personale però non ho potuto farne a meno quando si è trattato di sfruttare l’opportunità d’intervistare Giuseppe Saronni, il cavaliere senza macchia della mia adolescenza. L’età dorata che non si dimentica mai nella vita, nella quale, tra le più strette amicizie mi fu affibbiato l’appellativo del corridore per il quale tifavo.
Chiedo pertanto mi sia perdonata la libertà che mi sono permesso nello scegliere il titolo per questo lavoro.
Anche perché, assicuro, l’intervista tratta argomenti interessanti; a partire dalla grande impresa della quale si è reso protagonista Damiano Caruso nell’ultima tappa di montagna di questo Giro 104.
Sono stati toccati altre tematiche inerenti al ciclismo attuale, scivolando poi nell’amarcord. Tanti episodi vissuti da Saronni nel corso della sua gloriosa carriera contraddistinta dalla storica rivalità che lo ha visto contrapposto a Francesco Moser.