Potrebbe sembrare fuori luogo accordarsi alla lunga schiera di chi in un modo o in un altro intende mettere in relazione il successo di Mathieu Van der Poel con i trascorsi al Tour de France del suo nonno materno Raymond Poulidor.
Al di là di una spontanea commozione esternata dal protagonista senza alcun filtro, lasciamo la vicenda all’intimità personale, nel rispetto di un dolore e di tanti ricordi ai quali è giusto concedere l’opportuna privacy.
Resta il fatto che dopo la performance di sabato del campione del mondo Julian Alaphilippe, è giusto ricostruire l’impresa della quale si è reso protagonista il fuoriclasse olandese, all’insegna di una lucida esuberanza che pur condita da una generosità infinita, è stata costruita facendo leva su un preciso calcolo che ha avuto compimento nel corso due passaggi in vetta al Mur de Bretagne. Una pianificazione eseguita alla perfezione che ha consentito a Van der Poel di conquistare tappa e maglia gialla.
Campione di spettacolo, dotato di talento purissimo che molto spesso si lascia trasportare più dal cuore che dalla ragione, il corridore dell’Alpecin-Fenix ha svolto tutto in modo impeccabile, azzerando con due scatti secchi in epoche differite, tutte le velleità dei suoi avversari.
È un Tour che se da una parte deve interrogarsi sulla domanda perenne di quanto riesca a gestire la propria grandezza, andando a scontrarsi troppo spesso con inevitabili e fisiologiche situazioni contingenti che puntualmente vanno a minare la sicurezza e l’incolumità degli attori principali, dall’altra si deve ammettere che le prime due tappe bretoni hanno offerto dei finali in grado di scatenare uno spettacolo paritetico alla grandezza e alla generosità degli atleti chiamati al confronto.
Non si è trattato di classiche frazioni di trasferimento, simili a quelle che troppo spesso nell’ultimo Giro d’Italia sono servite soltanto a ispirare e mandare in porto fughe da lontano. In questo caso l’organizzazione ha inteso intervenire a salvaguardia, proponendo degli abbuoni (o bonus, come vengono chiamati da queste parti) nei momenti cruciali di corsa, quantificati quasi a livelli di quelli previsti dall’ordine d’arrivo.
Il risultato ottenuto è sotto gli occhi di tutti, anche se però in questo caso tutto può risultare più facile, perché il valore aggiunto risponde al nome di un atleta del calibro dell’attuale maglia gialla, Mathieu Van der Poel.

 

(note su foto: 27/06/2021 – Tour de France 2021 – Etape 2 – Perros-Guirec I Mûr-de-Bretagne Guérledan (183,S km) – Mathieu Van Der Poel (ALPECIN-FENIX) – Vainqueur de l’étape © PresseSports/Bemard Papan)