Dopo la follia è arrivato il buon senso. Un buon senso che ha consentito finalmente di esaltare le ruote veloci in una sfida alla pari, immune da condizionamenti a causa di incidenti. Uno sprint regale il cui risultato fino a pochi anni fa poteva apparire più che mai scontato. Sul traguardo di Fougères, Mark Cavendish ha infatti ottenuto il successo numero 31 alla Grande Boucle, andando a insidiare il mito di Eddy Merckx che in questa speciale classifica può vantare la bellezza di 34 vittorie parziali.
Se quello del corridore dell’Isola di Man è stato uno sprint spettacolare nel quale è riuscito a far emergere una volta di più le sue doti eccezionali, l’immediato post gara ci ha regalato il ritratto di un corridore infinitamente commosso per aver ritrovato quel guizzo che all’apice della sua carriera lo faceva ritenere assolutamente imbattibile nelle volate.
A 36 anni compiuti Cavendish ha dato l’impressione dopo stagioni tribolate, che per lui il tempo si è fermato. Questo perché non è facile mettere la ruota davanti a gente come Nacer Bouhanni, Jasper Philipsen, Michael Matthews e Peter Sagan. Una volata molto lunga nella quale il velocista britannico ha dovuto preoccuparsi di rinnovare la potenza che lo stava lanciando nella sfida e al contempo, di contenere il ritorno degli avversari.
Difficilmente capita di sbagliare in seno al team Deceuninck-Quick Step. Il successo di ieri suona come un’insindacabile dimostrazione della bontà della scelta operata da Cavendish, optando di approdare in questa formidabile formazione per cercare di aprire un capitolo nuovo della sua carriera, per rinverdire i fasti di quel periodo magico che erano in molti ipotizzavano che non sarebbe più tornato.
Nel frattempo, domani la corsa a tappe francese è destinata a voltare pagina, proponendo nella frazione numero 5, una crono individuale contro il tempo che oltre a riassestare la classifica generale, contribuirà a dare una prima effettiva valutazione delle condizioni dei vari pretendenti alla maglia gialla di Parigi. Alcuni di loro acciaccati, con le botte ancora da smaltire, ma come Cavendish, determinati più che mai a vender cara la pelle nel corso dei 27,2 Km da Changé a Laval Espace Mayenne

– Foto © A.S.O. Charly Lopez –