È arrivata la spallata che rischia di chiudere la partita anzitempo. Una prestazione super da parte di Tadej Pogačar esibita lungo i 27, 2 Km della prova contro il tempo da Changé a Laval Espace Mayenne. Il fuoriclasse sloveno che in extremis lo scorso settembre avevamo acclamato con una certa sorpresa vincitore del Tour, alla prima prova che pone sotto i riflettori uno dopo l’altro tutti i favoriti al successo finale, si pone come il corridore più accreditato a nutrire tale ambizione.
Se nel corso della sequenza dei vari arrivi si erano consumati gli apprezzamenti per la performance offerta dal favorito Stefan Küng che aveva fatto fermare le lancette con il tempo di 32 minuti e 19 secondi, la prestazione di Pogačar è stata nettamente migliore di quella dello specialista svizzero. Una prestazione che a parte il connazionale Primož Roglič, confortato dal fatto di aver ottenuto un ottimo 7° posto, concedendo solo 44 secondi al vincitore, pone sotto l’attenzione di tutti il fatto che tutti gli altri interessati alla classifica generale hanno lasciato sul campo ritardi oltre il minuto.
Sicuramente sono da considerare positive le prove fornite dal Mathieu Van der Poel che ha difeso la maglia gialla per 8”, risultando nell’ordine d’arrivo, preceduto di 1 solo secondo dall’eterno rivale Wout Van Aert. A entrambi però, sono da riconoscere ruoli molto diversi rispetto a chi intende nutrire altri sogni in prospettiva Parigi.
La schiacciante superiorità manifestata dal corridore dell’UAE Team Emirates non può da ora in poi non imporre strategie diverse a chi da questa prima sfida, ritiene di esserne uscito con le ossa rotte. Né Carapaz e nemmeno Thomas, per stare in casa Ineos-Grenadiers, posso essere felici del troppo tempo concesso a chi adesso è da ritenere più che mai il super favorito. La formazione britannica, storicamente abituata al controllo assoluto della corsa, imponendo alla stessa tempi e ritmi, sarà costretta a giocare di fantasia, sfruttando magari la figura del battitore libero, insita in Richie Porte. Saranno tanti i corridori delusi che dopo lo svolgimento di appena 5 tappe, si vedono adesso costretti ad assecondare l’intraprendenza di questo team.
A meno che non prevalga già la rassegnazione a subire la legge di chi con estrema naturalezza, in modo quasi irriverente per come appare spontaneo, si sta dimostrando in assoluto il corridore più forte.

– Foto © A.S.O. Pauline Ballet –