In attesa del week-end non potevano sfuggire, scorrendo il profilo altimetrico della 7a tappa, tutte le insidie e i trabocchetti di questa frazione. Una di quelle tipiche occasioni interlocutorie nelle quali è capitato molto spesso che il Tour abbia scritto pagine importanti. 
Come pure, l’eccezionale prestazione esibita nella prova contro il tempo, ponesse il giovane Tadej Pogačar come favorito assoluto, e come l’unica arma per combattere tale supremazia fossero azioni in grado di colpirlo ai fianchi.
È stato proprio quello che è capitato nel corso dei quasi 250 Km da Vierzon a Le Creusot, una distanza che le cronache raccontano che il Tour non aveva mai toccato negli ultimi 20 anni. Tutte circostanze che hanno contribuito a infiammare lla corsa già nelle prime battute, quando un cospicuo gruppo di attaccanti ha inteso sferrare una chiara offensiva al talento sloveno, lasciando che fosse lui con la sua squadra a porvi rimedio. Chiara, perché all’interno di questo plotone spiccano figure di primissimo piano quali la maglia gialla Mathieu Van der Poel e il belga Wout Van Aert; rispettivamente il e il della generale, divisi tra loro da appena 30 secondi. Due nomi che fanno della fantasia e dell’imprevedibilità il loro biglietto da visita. Pronti entrambi, inaspettatamente, a rivedere i propri ruoli all’interno di un progetto che vedeva le loro ambizioni orientate esclusivamente verso la ricerca di successi parziali.
Nel frattempo, al comando della corsa, si pone prepotentemente quel Matej Mohorič che qualche settimana fa ci aveva fatto preoccupare per le conseguenze di uno spettacolare salto mortale che gli impose il ritiro dalla corsa rosa e dopo poco tempo fa immensamente piace vedere protagonista di un’impresa che entrerà a pieno titolo nella leggenda. È il caso di dire bravo Matej e brava la Bahrain-Victorious che, nonostante sia perseguitata dalla sfortuna (in riferimento al forzato ritiro del capitano Jack Haig di pochi giorni fa), non intende mai alzare bandiera bianca, riuscendo sempre a inventare occasione su occasione.  
I colpi di scena però, non sono finiti. Dietro infatti, nel gruppo dei ritardatari del quale fa parte anche la maglia bianca Pogačar, Primož Roglič si vede costretto a sfilare verso un’inattesa deriva, vittima molto probabilmente dei postumi di una caduta di qualche giorno fa, mentre il team Ineos-Grenadiers dà fuoco alle polveri con l’ecuadoriano Richard Carapaz che prova a prendere il largo sulle ultime asperità, salvo poi vedere annullato il suo tentativo proprio sotto lo striscione del traguardo.
Alla vigilia dei due tapponi alpini, la situazione in classifica generale appare più fluida che mai e si vede tra tanta incertezza, affiorare anche delle realtà inconfutabili.
Il fine settimana chiarirà una volta per tutte quelle che sono le effettive velleità della maglia gialla e di Van Aert, con il belga chiamato adesso ad approfittare della sua posizione ottimale nella classifica a tempi; alla luce del fatto che il capitano designato Roglic vede ora le sue ambizioni irrimediabilmente compromesse.
Dall’altro lato, chi insegue, a cominciare da Carapaz e Thomas del team Ineos Grenadiers, dovranno assolutamente inventare qualcosa per recuperare l’eccessivo tempo perso.
– Foto © A.S.O. Pauline Ballet –