Il Tour de France ha proposto un’altra splendida tappa alpina nella quale è emersa, ancora più rinforzata, la leadership della maglia gialla Tadej Pogačar. Per quanto ormai entrambi abbondantemente fuori classifica, i ritiri di Primoz Roglic e Mathieu Van der Poel, impongono una logica che induce a pensare che ormai la corsa ha voltato pagina, e anche l’arrendersi di Wout Van Aert nel corso delle prime asperità di giornata, rappresentano circostanze che sia pure all’insegna di un unico primattore, vanno comunque a stabilire le opportune gerarchie per quanto riguarda la classifica a tempi.
Una serie di riflessioni all’interno delle quali si inserisce prepotentemente l’australiano Ben O’Connor che entrando nella fuga buona e studiando i tempi giusti nei quali affondare il colpo, si è presentato da solo e trionfante sul traguardo di Tignes, anticipando l’arrivo dei nostri Mattia Cattaneo e Sonny Colbrelli, attardati rispettivamente di 5’07” e 5’34”. Un’impresa non certo di poco conto in considerazione che adesso nella generale il corridore dell’AG2R Citroën occupa il 2° posto a 2’01” dal fenomeno Pogačar. Uno svantaggio che, lasciando perdere l’assoluto predominio del leader, potrebbe anche apparire colmabilissimo, dal momento che la corsa francese si accingerà domani a vivere la prima delle 2 giornate di riposo previste e che in fondo, giunti all’ottava tappa, se n’è andato soltanto un terzo del programma da svolgere. Tale da pensare che di tempo e di terreno per il recupero ce ne sarebbe ancora…
Torniamo con i piedi per terra però e valutiamo piuttosto il fatto che anche in questa seconda tappa alpina, sono stati sufficienti pochi chilometri per mettere in luce l’assoluta supremazia dell’attuale maglia gialla. Addirittura, nel corso dell’ultima ascesa, quando Pogačar è rimasto senza compagni di squadra, sono stati i due uomini Ineos Grenadiers a preoccuparsi di fare l’andatura (un rigenerato Thomas e il solito generosissimo Castroviejo). Si è capito poi che tale atteggiamento era rivolto a favorire l’attacco del solito Richard Carapaz che poi però si è visto costretto a cedere ulteriori 32 secondi allo sloveno, senza essere riuscito nel frattempo a recuperare nulla ai rivali Jonas Vingegaard, Enric Mas e Rigoberto Urán.
– Foto © A.S.O. Puline Ballet –