Non ci si piazza per caso al 2° posto all’ultima Roubaix che si è disputata, alle spalle di uno strepitoso Philippe Gilbert. Come pure è ipotizzabile che non sia stato un caso che Peter Sagan abbia voluto in squadra un corridore con le caratteristiche Nils Politt. Un atleta ventisettenne che in carriera aveva collezionatofino ad oggi  un’unica vittoria tra i professionisti (una tappa al Giro di Germania del 2018), che oggi ha trovato il giorno di gloria nella suggestiva Nîmes.
Gli ingredienti perché una fuga partita da lontano potesse arrivare c’erano tutti. Un plotone di attaccanti composto da 13 unità (da interpretare tale numero come tendenza ispiratrice di fortuna), nel quel figuravano atleti di spicco quali il campione del mondo Julian Alaphilippe, ma anche corridori di spessore quali Sergio Henao, Edvald Boasson Hagen, Stefan Bissegger, Edward Theuns, Stefan Küng, Luka Mezgec, André Greipel e gli stessi Imanol Erviti e Harry Sweeny che si sono piazzati rispettivamente al e posto, 31 secondi dopo il vincitore Nils Politt.
Una lunga fuga con l’accordo che non ci ha messo troppo a trovare la giusta aspirazione in una frazione di continui saliscendi lungo i 159,4 Km che hanno portato la corsa da Saint-Paul-Trois-Châteaux a Nîmes. Il tutto condito dallo splendido scenario immerso tra il verde e i suggestivi corsi d’acqua del Dipartimento dell’Ardèche. In chiave agonistica ci sarebbe da aggiungere che nel condimento generale ci stavano anche tutte le fatiche accumulate nella giornata di ieri, nel corso della doppia ascesa al Mont Ventoux.
Sarà assolutamente prioritario smaltire il tutto velocemente. Con 9 tappe ancora da disputare, in attesa dei Pirenei e mettendo in conto anche il caldo torrido che potrà diventare sempre più opprimente, non è detto che i giochi siano già fatti. Lo sa bene anche la maglia gialla Tadej Pogačar, che per quanto possano garantire per lui i vantaggi considerevoli nei confronti dei suoi principali avversari, è consapevole di quanto sia ancora lunga la strada che porta a Parigi.

– Foto © A.S.O. Charly Lopez –