Il grido liberatorio di chi ha la consapevolezza di essere entrato nella storia. Nonostante le cronache dal Tour raccontassero negli ultimi giorni che Mark Cavendish fosse particolarmente irascibile all’osservazione che si stesse ormai profilando l’eventualità di eguagliare se non addirittura superare il record di Eddy Merckx riguardo al numero di vittorie di tappa ottenute al Grande Boucle, lo sprint regale di Carcassonne apre definitivamente le porte della leggenda al velocista dell’Isola di Man.
34 successi raggiunti grazie a uno sprint magistrale nel quale il team Deceuninck-Quick Step ha saputo muoversi alla perfezione, provando addirittura a giocare anche la carte sorpresa con Davide Ballerini che da apripista, si è addirittura iimprovvisato finisseur.
Una mossa supplementare che ha consentito agli uomini della formazione belga di scompaginare i giochi e rilanciare, una volta che il gruppo ha rintuzzato il tentativo di Ballerini, facendo svolgere a Morkov il consueto ruolo di apripista per il rush irresistibile del solito Mark Cavendish.
Alla fine, scorrendo l’ordine d’arrivo della 13a tappa balza agli occhi un dato disarmante: 1° Cavendish e 2° Morkov. Come se tutti i tatticismi siano serviti soltanto a far emergere una gerarchia interna per la squadra di Patrick Lefevere.
Merckx e Cavendish, due corridori che adesso le statistiche stanno accostando, restano a livello storico due entità – sotto iil profilo di caratteristiche tecniche – profondamente diverse tra di loro. Le statistiche esprimono spesso e volentieri dei dati freddi che devono essere poi interpretati. Le imprese del Cannibale sono stati dei sassolini dai quali è poi scaturito un palmarès che difficilmente l’evoluzione del ciclismo saprà riproporre.
Resta il fatto che il poker (riferito all’edizione 2021 del Tour) raggiunto a Carcassonne da Cavendish, considerata la superiorità sua e della sua squadra, è razionalmente da interpretare come un dato al momento non definitivo e molto probabilmente migliorabile.
– Foto © A.S.O. Pauline Ballet –

Da oggi intanto, assaggio dei Pirenei. Salite non impossibili, ma tappa comunque nervosa, la numero 14 da
Carcassonne a Quillan di 183,7 km.
Tappa accidentée, così è definita sul sito ufficiale del Tour. 5 gran Premi della Montagna, di categorie comprese tra la 2a e la 3a. Le sorprese potrebbero essere in agguato.
– Foto © A.S.O. –