Ognuno è libero di esprimere il proprio parere, certo che, risultati alla mano, c’è chi dimostra di sapersi muovere cercando il risultato e riuscire poi a ottenerlo, mentre qualcun altro, decide d’impostare la propria corsa in costante monotonia per favorire lo scatto del suo corridore che puntualmente arriva, dimostrando però che per generare lo scoppio tanto atteso, le polveri risultano alquanto bagnate.
La prima effettiva frazione pirenaica, quella che a 55 Km dal traguardo ha proposto il passaggio in vetta ai 2408 mslm del Port d’Envalira (valido come Souvenir Henri Desgrange), ha visto gli uomini di classifica scattarsi in faccia, ma con un timidezza tale da sembrare che tutto fosse condito dalla paura di lasciarci le penne. In effetti, come ormai si percepisce dalla frazione a cronometro in poi, la leadership di Tadej Pogačar appare sempre più inattaccabile. A parte il danese Jonas Vingegaard che può vantare il vantaggio psicologico insito nella consapevolezza di essere riuscito a staccarlo qualche giorno fa sul Mont Ventoux, nessun altro può in effetti nutrire ambizioni di eccessiva belligeranza.
Valutazioni che comunque non possono mettere in secondo piano la grande impresa fornita dal vincitore di tappa, Sepp Kuss, che sulle terribile rampe dell’ultima asperità di giornata, il Col de Beixalis, è riuscito a fare il vuoto staccando avversari del calibro di Nibali, Alaphilippe, Quintana e Valverde. Proprio il murciano, salendo del suo passo, è sembrato poter sperare di recuperare il gap nel tratto in discesa che portava verso il traguardo di Andorra la Vieille.
Niente di tutto questo. Una prestazione davvero encomiabile quella del capitano storico della Movistar, ma alla fine sono stati 23 i secondi che ha dovuto concedere al vincitore, portacolori del team Jumbo-Visma.
Una formazione che nonostante la perdita di Primoz Roglic è riuscita strada facendo a generare ulteriori ambizioni e, pochi giorni dopo il successo di Van Aert, ecco godere oggi della vittoria di Sepp Kuss. Senza dimenticare che da quanto ha fatto vedere, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, un altro corridore che veste la maglia a tinte gialle e nere, Vingegaard, ha buonissime possibilità di salire sul podio domenica prossima a Parigi.
Dopo il risposo di domani, si aprirà l’ultima settimana di Tour e, se il riposo è fatto anche per meditare, vedremo subito dalle strategie in corsa, se la musica sarà cambiata.

– Foto © A.S.O. Pauline Ballet –