Non si è certo lasciato suggestionare dalla luce dirompente emanata dal connazionale Tadej Pogačar. Dopo il successo conseguito sul traguardo di Le Creusot nella settima tappa, Matej Mohorič ha inteso fare sua anche la frazione numero 19, la Mourenx›Libourne di 209 Km. Una frazione che si è consumata lungo le strade nobili del vino Bordeaux, nel Dipartimento della Gironda. Come nobile è stato il gesto atletico fornito dal giovane atleta sloveno che ancora una volta ha voluto condire la sua affermazione attraverso un successo solitario, relegando il gruppetto degli immediati inseguitori a circa 1 minuto di ritardo.
Una vittoria frutto di un’indiscutibile determinazione, animata e cercata con insistenza all’interno di un gruppo di 20 attaccanti al quale il plotone della maglia gialla aveva deciso palesemente di concedere a 80 km dal traguardo, la massima libertà. Circostanza questa non certo edificabile per i 122 corridori rimasti dietro, che si sono presentati all’arrivo con un gap di 20 minuti e 50 secondi dal vincitore.
Davanti si è consumata una sorta di selezione naturale, favorita dall’ostinazione di Nils Politt, che nel cercare la situazione di forza, ha finito con affaticare i muscoli dei compagni di viaggio, rendendo di fatto impossibile il ricongiungimento allo scatenato corridore sloveno, una volta che questi, intorno ai meno 30 dal traguardo, aveva inteso provare ad andarsene da solo.
Una risolutezza e un coraggio che si sono dimostrati essenziali a Matej Mohorič per portare a compimento un’impresa di spessore alla quale il vincitore ha voluto esprimere attraverso la gestualità, tutta la personale polemica e il dissenso per le vicende subite in questi giorni legate a chiacchiere infondate, alle quali hanno fatto poi seguito le perquisizioni della Gendarmerie francese. Situazioni che hanno sconvolto il meritato riposo di atleti alle prese da settimane di fatica, oltre a vedersi violare una legittima e sacrosanta privacy.
Ad aggiungere gravità alla gravità, il fatto che tutto sembra scaturito da una futile quanto scarsamente motivata denuncia anonima da parte di figure di una così piccola moralità, inversamente proporzionale alla grandezza della stupidità che ogni tanto tende ad affiorare nell’ambiente. Una stupidità tale, da essere sintetizzata con la sempre attuale massima: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
– Foto © A.S.O. Pauline Ballet –