Foto © www.lavuelta.es © A.S.O

Sembra che quest’anno la Vuelta, almeno sulla carta, proponga un terzo delle opportunità da riservare ai velocisti. Circostanza di per sé inconsueta per la più importante gara a tappe spagnola. Motivo per cui, molte delle ruote veloci ormai da anni, considerate le concomitanze dei vari appuntamenti agonistici, preferiscono dirottare i loro programmi verso il Giro di Polonia o quello di Danimarca, contesti da sempre molto più prodighi per le loro ambizioni.
Una premessa per spiegare che la prima gara in linea della Vuelta 2021, nel concedersi al belga Jasper Philipsen ha rispettato un pronostico alquanto attendibile.
Il corridore più accreditato per questo tipo di arrivi della formazione Alpecin-Fenix si era già fatto notare quanto a presenza e intraprendenza sulle strade del Tour de France ma, vantando la Grande Boucle un altro contesto di partecipazione, i buoni risultati conseguiti non sono mai andati oltre ai piazzamenti d’onore.
Oggi però il velocista belga ha meritato ampiamente il palcoscenico nella frazione di 166,7 Km, sviluppata nella regione torrida della Castilla y Leon che oltre a una fuga di 3 spagnoli, partita al Km zero (Diego Rubio, Sergio Martin e Xabier Mikel Azparren), ha offerto pochissimi episodi degni di nota.
Un tentativo rientrato intorno ai meno 20, in prossimità di un traguardo volante nel quale il basco Alex Aranburu ha tentato senza successo di scalzare, grazie agli abbuoni messi in palio, la leadership in classifica generale di Primoz Roglic.
Il corridore dell’Astana Premier Tech ha inteso lanciarsi anche nello sprint finale, ma la sua prestazione non è andata oltre al 5° posto.
Un epilogo che nel lungo rettilineo d’arrivo ha visto contrapposti ai poli estremi del bordo strada, Jasper Philipsen e Fabio Jakobsen, nel quale il miracolato corridore olandese non ce l’ha fatta ad avere il sopravvento sul belga.
Ancora una volta piazzato Michael Matthews, più che mai habitué a posizioni dell’ordine d’arrivo che toccano il podio, ma raramente il gradino più alto.
Intanto domani, primo appuntamento per gli scalatori. Un arrivo in salita a quasi 1.500 di altitudine, al termine di un frazione che supererà di poco i 200 Km.

Profilo altimetrico tappa numero 2 / Caleruega. VIII Centenario de Santo Domingo de Guzmán > Burgos. Gamonal 166,7 km 

Profilo altimetrico tappa numero 3 / Santo Domingo de Silos > Espinosa de los Monteros. Picón Blanco 202,8 km