Foto © www.lavuelta.es © Unipublic/Charly Lopez
Forse era lecito attendersi qualcosa in più dal primo arrivo in salita della Vuelta Espana 2021. L’arrivo posto ai 1485 metri di altitudine del Picón Blanco, attraverso tratti con pendenze interessanti, invogliava a pensare che i distacchi potessero essere più marcati. Tuttavia, si sono fatte comunque notare circostanze inconfutabili, soprattutto in casa Ineos Grenadiers, tali da ipotizzare scelte fuori luogo le partecipazioni dei neo campioni olimpionici Carapaz e Pidcock, avendo palesato entrambi una condizione di assoluta precarietà, tale da ritenere molto limitato nell’immediato prosieguo di corsa, il loro supporto in appoggio ai due scontati leader della formazione britannica, Egan Bernal e Adam Yates.
Una frazione che ha vissuto il punto saliente intorno al Km 15 quando ha preso il largo una fuga di 8 corridori, capace di protrarsi fino ai piedi dell’ascesa verso il traguardo. Un vantaggio che soprattutto nel finale è andato affievolendosi, senza con questo impedire al francese Lilian Calmejane di tentare l’assolo; per cedere poi all’inseguimento di un terzetto che è andato alla fine a giocarsi la vittoria di tappa: l’estone Rein Taaramäe, lo statunitense Joe Dombrowski e il francese Kenny Elissonde.
Un terzetto nel quale il portacolori del team Intermarché- Wanty-Gobert ha messo subito in luce una maggiore brillantezza, da consentirgli di fare il vuoto a poco più di 1 Km dal traguardo. A distanza di 10 anni, Taaramäe è andato a conquistare il secondo successo nella più importante gara a tappe spagnola, coronando l’affermazione con la conquista della maglia roja.
Controllo e non belligeranza, i principi ispiratori che sembrano aver dettato la condotta di gara dell’ex leader Primoz Roglic, evidentemente alleggerito dall’ingombro di un simbolo che soprattutto nei primi giorni può apparire pesante.
A parte i 3” rosicchiati da Enric Mas, il fuoriclasse sloveno si è piazzato al 7° posto, facendo registrare lo stesso tempo dei vari Miguel Ángel López, Adam Yates, Mikel Landa, Giulio Ciccone, Egan Bernal e Alejandro Valverde.
Domani quarta frazione di 163,9 Km da El Burgo de Osma a Molina de Aragón, da svolgersi interamente attraverso un altopiano intorno ai 1000 metri di altitudine, col finale posto in leggera salita.

Profilo altimetrico tappa numero 3 / Santo Domingo de Silos > Espinosa de los Monteros. Picón Blanco 202,8 km

Profilo altimetrico tappa numero 4 / El Burgo de Osma > Molina de Aragón 163,9 km