Foto © www.lavuelta.es © Unipublic/Charly Lopez
Senza girarci troppo intorno, è inconfutabile che Jasper Philipsen e Fabio Jakobsen siano i velocisti più forti sulle strade della Vuelta.
Con quasi un quarto di corsa già svolto, tutti e tre gli appuntamenti che strizzavano l’occhio alle ruote veloci hanno visto alternarsi questi due atleti a primeggiare negli arrivi in volata.
C’è da dire che sul traguardo di Albacete a fare la differenza è stato il nostro Sacha Modolo che è stato abilissimo nel pilotare il compagno di squadra Philipsen fino agli ultimi 200 metri. A differenza invece del corridore olandese che ha dovuto arrangiarsi da solo, risalendo in maglia verde tutta una serie di posizioni ma senza riuscire a prevaricare il belga, ormai lanciato verso il suo secondo successo di tappa.
Una frazione di 184,4 km quella da Tarancón ad Albacete, dove si temeva che la massima insidia fosse rappresentata dal vento. Vento che non è stato assente, ma che i corridori hanno dimostrato di saper gestire in modo da non aver creato trappole a qualcuno. Al contrario invece della caduta, avvenuta a poco più di 10 Km dal traguardo, risultata fatale per l’ormai ex leader Rein Taaramäe che ha dovuto pagare un ritardo di 2’21”. Nuova maglia roja adesso, il francese Kenny Elissonde che può vantare l’esiguo vantaggio di 5″ su Primož Roglič 
Da segnalare infine l’ottimo 3° posto del nostro Alberto Dainese che sprint dopo sprint riesce a migliorare i suoi piazzamenti.
Domani intanto, con gli ultimi due chilometri in salita, si attende una giornata di riposo per i velocisti, al contrario degli uomini di classifica che in quel frangente dovranno farsi trovare pronti, per evitare di lasciare del tempo prezioso in un finale che si annuncia molto esigente.

Profilo altimetrico tappa numero 5 / Tarancón > Albacete 184,4 km 

Profilo altimetrico tappa numero 6 / Requena > Alto de la Montaña de Cullera 158,3 km